Il conto di deposito ha una semplice funzione di risparmio e custodia mentre il conto corrente tradizionale ha funzioni operative di incasso e pagamento. Per aprirlo viene richiesta la disponibilità di un conto corrente bancario di qualsiasi banca (conto di appoggio o predefinito), necessario per versare e prelevare il danaro per mezzo di bonifici bancari.
I conti deposito non richiedono un vincolo di durata, ma molte banche corrispondono tassi più alti se ti impegni a non ritirare le somme versate per alcuni mesi. Potrai comunque ritirare i soldi anche prima della scadenza pagando una penalità, consistente di solito in una decurtazione degli interessi maturati.
Un conto di deposito è un buon metodo per risparmiare ricavando un interesse; è specialmente indicato per chi ha un ammontare limitato di danaro, in quanto se hai bisogno puoi ritirare i soldi immediatamente, mentre questo non è possibile con altre forme di investimento come i pronti contro termini o i certificati di deposito.
Molti conti possono essere utilizzati e aperti via internet senza la necessità di recarsi in banca. Le procedure per l’apertura sono molto semplici e prevedono un percorso guidato con la compilazione di moduli dove inserire i tuoi dati e i riferimenti del tuo conto di appoggio.
Gli interessi accreditati ubiscono una ritenuta d’imposta del 27%, al pari degli interessi sui conti correnti bancari.
Questi conti scontano l’imposta di bollo di € 14,62 una tantum all’apertura del conto. Di solito la banca si fa carico dell’imposta, mentre per i conti correnti bancari la banca addebita l’imposta al cliente, salvo eccezioni (Conto Corrente Arancio).
I depositi bancari in Italia, indipendentemente dalle modalità operative tradizionali o via internet, sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD).
Il Fondo assicura i depositi garantendo in caso di dissesto bancario un limite minimo di rimborso per ciascun depositante "non inferiore a 100.000,00 euro". Il Fondo Interbancario garantisce i depositanti delle banche italiane, delle succursali di queste negli altri paesi comunitari, nonché delle succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie consorziate.
Il fondo garantisce sia i Conti Correnti Bancari che i Conti di Deposito ordinari o vincolati, questi ultimi sempre che non rientrino nella tipologia degli investimenti in titoli. Alcuni conti di deposito vincolati infatti, specialmente quelli che offrono alti rendimenti, hanno a volte come sottostante al deposito l’investimento in obbligazioni, titoli di stato o pronti c/termine che non sono garantiti dal FITD.
Le banche purtroppo non sono sempre chiare sulla natura dell’investimento sottostante al deposito e per questo è bene chiedere delucidazioni alla banca stessa in modo da decidere consapevolmente.
Un criterio per distinguere un conto di deposito vincolato non garantito da uno garantito dal FITD può essere dato dalla tassazione degli interessi. Se sugli interessi corrisposti al cliente viene applicata la ritenuta del 12,50%, il conto deposito non rientra nella garanzia del FITD, mentre al contrario se viene applicata la ritenuta del 27%, propria degli interessi bancari, il conto deposito rientra nella garanzia.

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